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di Biagio Giordano, argomento: Biografie

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Max Ophuls, nome d’arte di Oppenheimer, Maximilian; nasce a Saarbrucken in Germania il 6 maggio del 1902 e muore ad Amburgo nel 1957. Le sue spoglie giacciono nel cimitero di Peré-Lachaise nella Parigi che ha tanto amato. Tedesco di origine israelitica, la sua esistenza è profondamente segnata dall’antisemitismo nazional socialista del 1934 che lo costringe a vagare per il mondo alla ricerca di nazioni democratiche e nuovi progetti artistici. Dopo alcuni lavori teatrali svolti come regista e attore passa negli anni trenta al cinema diventando assistente alla regia e realizzando alcuni cortometraggi con oggetto la musica, i valzer e la vita sognante viennese.

Il suo primo lungometraggio tedesco Amanti folli (1932) è tratto dal dramma omonimo di Arthur Schnitzler scritto nel 1895. Il motivo principale del film riguarda l’amore frivolo, visto come cedimento dei cuori; una forma di follia che porta, attraverso gravi dissociazioni delle personalità, a tragedie intrise di sensi di colpa. Il film è ambientato nei primi anni del ‘900.

Segue nel 1934, in Italia, La signora di tutti, tratto da un romanzo di Salvator Gotta. Il film prosegue la tematica degli amori impossibili, quelli che finiscono per suscitare violenze anche mortali verso se stessi e gli altri. E’ caratterizzato da forti componenti romantiche, ricche di tratti melodrammatici stemperati in modo originale.

Nel 1936 gira in Francia La nostra compagna, tratto da una piéce di André-Paul Antoine. L’oggetto del film è la donna nell’amore, vista come ingannatrice. La forma ha pieghe surreali. Annette è moglie e amante di due uomini. Quando i tre uomini si incontrano nell’aldilà e scoprono la verità fanno si che il fidanzamento borghese della figlia di Annette vada a monte, a vantaggio della realizzazione del vero amore con un altro uomo. Ophuls rivoluziona alcuni codici morali della tradizione legata a vecchi e stucchevoli drammi d’amore iniettando nelle storie idee trasgressive sulla morale borghese e creando maggior profondità analitica. Il regista israelita è attento più alla critica dei costumi che alla creazione di situazioni pure e astratte di spettacolo spesso vuote di contenuto.

Nel 1937 sempre in Francia gira Yoshiwara, il quartiere delle geishe, ambientato nella Tokyo di fine ‘800 (riprese in Francia con attori truccati da Giapponesi). Il film è ispirato da un romanzo di Maurice Dekobra. Il tema verte sulla donna geisha.

In questo caso la vita sentimentale della geisha è troppo condizionata dal bisogno e finisce per procurare dolori verso gli altri per l’insincerità. Gli uomini l’amano fino al punto da trovarsi travolti in tragiche passioni. E’ un melodramma in stile esotico con codici narrativi non elevati. Le sequenze oniriche sono di grande interesse.

Nel 1938 esce in Francia Werther. Il racconto è tratto dal famoso romanzo epistolare I dolori del giovane Werther di J. Wolfgang Goethe. Stile romantico con numerose riprese della natura e dei luoghi paesistici nel Vosgi. Il tema è quello della donna che subisce leggi di costume antiquate e autoritarie.

Nel 1939 in Francia gira Tutto finisce all’alba. E’ un dramma ambientato nel mondo delle prostitute e dei loro protettori. Il film viene censurato in quei punti che erano decisivi nel sostenere la qualità della pellicola: Ophuls rimane deluso e indignato. Contenuti Sternberghiani.

Nel 1940 esce in Francia Da Mayerling à Sarajevo. Ultimo film europeo di Ophuls nell’imminente partenza per Hollywood. Poco considerato dalla critica e dal pubblico.

Il primo film USA è Re in esilio, tratto dal romanzo His Majesty. Elegante film di cappa e spada ricco anche di raffinatezze di macchina. Scenografie da sogno con alcuni aspetti teatrali.

Nel 1948 gira in USA Lettera da una sconosciuta. Il tema è quello dell’ossessione amorosa che nel mentre valorizza l’oggetto lo distrugge lentamente.

Nel 1949 gira in USA Nella morsa, un thriller atipico. Più che il suspense Ophuls cura lo spessore della personalità dei personaggi cercando di evidenziare dettagli che svelino la loro complessità e ambiguità.

Nel 1950 Ophuls rientrato a Parigi liberata gira La Ronde, tratto dalla commedia del 1897 di A. Schnitzler. Una pellicola di grande eleganza e di un gioco semidelirante che coinvolge i modi del raccontare, la bellezza della forma arriva ad apici insperati al punto da far passare in secondo piano tutto il resto.

Nel 1951 in Francia gira Il piacere, ispirato da tre romanzi di Guy de Maupassant. Il piacere viene contestualizzato in diverse sue pieghe: nell’ambito della vecchiaia, del pudore e del legame affettivo. Un film considerato dalla critica raffinato e virtuoso: l’impressionismo francese e il barocco germanico si rincorrono ed entrano in un rapporto inedito a volte efficace.

Nel 1953 gira in Francia I gioielli di Madame de…, tratto da un romanzetto di Louise de Vilmorin. I temi dell’amore, della morte, del piacere, della difficoltà della passione sono espressi con disegni di macchina leggeri ed eleganti.

Nel 1955 gira in Francia il suo ultimo film Lola Montés. Ispirato dal romanzo di Cecil Saint-Laurent. Un esempio di teatro nel dispositivo filmico che mostra a sua volta un altro teatro: nel circo. Considerato da molti critici il capolavoro di Ophuls. Sfarzosa scenografia. I motivi ruotano intorno al tema della donna incantevole, dal passato amoroso intenso: cui famosi personaggi hanno dato lustro. Lola nel suo declino diviene per necessità di vita donna-spettacolo in un circo. La realtà interiore del personaggio è scissa perché legata alla sofferenza del passato: la frivolezza nasconde la tristezza. Quest’ultimo tema di Ophuls sarà fortemente autobiografico e si imporrà spontaneamente come forza storica della sua vita in tutti i suoi film.

Filmografia

Amanti folli (1932)
La signora di tutti (1934)
La nostra compagna (1936)
Yoshiwara, il quartiere delle geishe (1937)
Werther (1938)
Tutto finisce all’alba (1939)
Da Mayerling a Sarajevo (1940)
Re in esilio (1947)
Lettera da una sconosciuta (1948)
Presi nella morsa (1949)
Sgomento (1949)
La Ronde-Il piacere e l’amore (1950)
Il piacere (1952)
I gioielli di madame de... (1953)
Lola Montés (1955)


 
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