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di Jennifer Romano, argomento Narrativa

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Il racconto della Signorina Else di Arthur Schnitzler venne pubblicato per la prima volta nel 1924, si dipana attraverso un efficace introspezione interiore che coinvolge prepotentemente il lettore nella vicenda, poiché si trova ad incarnare completamente la figura della protagonista, come se potesse avvertire i suoi sentimenti e pensieri, come se potesse addirittura indossarne i vestiti.

Else, è un adolescente borghese ospite della ricca zia e trascorre una placida vacanza sulle Alpi, tra sogni, escursioni sui monti e partite a tennis. Ma la tragedia alle sue spalle è imminente: da un telegramma della madre apprende che la famiglia rischia la bancarotta, a meno che. . . non convinca il Signor Von Dorsday (uno dei facoltosi ospiti della zia, che mostra un debole per lei ma potrebbe quasi essere suo nonno) a farsi donare un ingente somma di denaro che li salverà dal tracollo finanziario. A questo punto della storia, un vortice, un flusso confuso e imprevedibile ci trascina verso un angoscia senza fine, i pensieri diventano sempre più veloci e martellanti e si alternano ad una sequela di intuizioni veloci quanto inconsistenti per uscire da una situazione che non sembra lasciarle scampo. “No, non mi vendo. Mai. Non mi venderò mai. Mi donerò. Si,se una volta incontro l'uomo che fa per me,mi dono. Ma non mi vendo. Sarò una sfacciata, ma non sono una sgualdrina. ”

Vendersi per il bene della famiglia, in pratica vendersi al miglior offerente, la disgusta perchè in aperto contrasto con la sua natura “altera”, appassionata, colta,vivida. Ma se non lo farà le conseguenze potrebbero essere peggiori: la sua “rispettabile”famiglia abituata a certi agi finirebbe sul lastrico, il padre potrebbe finire in galera oppure per sottrarsi ad essa. . . . potrebbe suicidarsi. . queste idee si affacciano una dopo l'altra nella mente della protagonista. Else, si presenta come una ragazza dal super-io molto radicato, fa continuamente un autoanalisi di sé stessa, a partire dal suo modo di vestire, al modo in cui saluta i compagni del tennis e Von Dorsday. Il dramma interiore della protagonista inizia e finisce a causa di un telegramma: nella tensione tra la vendita del proprio corpo, che tutto potrebbe decidere e risolvere, e i principi della vita sociale e morale che la repellono; tra questo corpo femminile isterico”, e i suoi sentimenti. Il risultato è un crollo psicologico:dopo un angosciante temporeggiare durante il quale aveva ingerito una certa quantità di Veronal, Else si presenta davanti al salotto della “bella società”solo con un mantello e in preda ad un attacco d'isteria , si denuda e sprofonda in uno stato di semincoscienza. La scena finale del denudamento non è altro che l'atto di consegnarsi esanime ai suoi carnefici piuttosto che un caso d'isteria, è il risultato della corruzione morale degli adulti, come nelle ipocrisie dei traffici sessuali tra Cissy e Paul.

“Siete stati voi che mi avete messo in queste condizioni, voi tutti ne avete la colpa se sono diventata quella che sono, non solo papà e mamma. Anche Rudy ne ha colpa e fred e tutti, tutti, poiché nessuno si cura di me”. In questo capolavoro il lettore vive le emozioni a tinte forti della protagonista, come la paura di ciò che potrebbe accadere se non si dovesse trovare la cifra di cui la famiglia ha bisogno . . la rabbia “La mamma è sola perchè non è giudiziosa, è stupida e non sa nulla di noi, e non se ne accorge. . ” Ma il sentimento della solitudine è presente ovunque: “una volta o l'altra dovrò parlare con papà, se ci sarà il tempo. Perchè non l'ho mai fatto prima?In casa nostra si risolve tutto con gli scherzi e nessuno ha voglia di scherzare. . ognuno è solo. ”oppure, “Avrei dovuto fare l'attrice. Come sono bella. Come sono sola”; e tale sentimento non caratterizza solo Else ma tutti i personaggi freddi e noncuranti che gravitano intorno a lei. Sul finire del racconto mentre Else è svenuta ed è sdraiata sul letto Cissy e Paul credono che lei non sia in grado di percepire la realtà e conversano con noncuranza. Mentre Cissy fa emergere tutto il cinismo e la cattiveria, Else è “spettatrice” di un mondo falso, gretto e che non ha scrupoli nemmeno di fronte alla sofferenza. Una società disgustosa fatta di apparenza in cui i rapporti nascono dall'incontro tra il sesso e il denaro, un mondo a cui Else, giovane e febbricitante per una passione autentica, non vuole appartenere e sceglie drammaticamente di non farlo.

La bravura dell'introspezione di Schnitzler sta nel aver svelato l'intimità di una ragazza della buona borghesia viennese con le stesse tecniche di Freud, rendendole letterariamente attraverso il racconto scucito, vivo e a volte angosciosamente sconnesso. Tant' è vero che freud disse “Mi sono formato l'impressione che lei conosce attraverso dettagliate forme di osservazione-, tutto ciò che io ho scoperto attraverso un faticoso lavoro con le persone”. L'imminente catastrofe la lettura del telegramma è resa stilisticamente nella descrizione di placidi paesaggi e momenti di relax, che precedono per contrasto “una vera e propria discesa negli inferi della mente”. Per comprendere fino in fondo in quale modo ciò sia accaduto, occorre prima di tutto osservare secondo quali schemi si svolgesse realmente la vita a Vienna nella seconda metà del XIX secolo, e come tali schemi condizionassero le scelte giovanili. Le situazioni rappresentate da Schnitzler pongono l’accento sugli schemi sociali della classe cui egli stesso apparteneva, la borghesia, che nell'intento di rimanere ancorata ad un periodo preciso, si era creata una serie di convenzioni e regole che si andavano sgretolando già a fine secolo. Schnitzler, avvertiva la forzatura delle regole e delle convenzioni che immancabilmente venivano infrante.

Questa doppia morale della società imperiale, salvaguardata attraverso un sistema elettivo congelato, forma il terreno produttivo della sua creazione tragicomica di Arthur Schnitzler. Per ciò che riguarda i personaggi riflettono quindi la doppia morale della società: apparentemente tutto è perfetto ma in realtà c'è disagio, solitudine, freddezza, a partire dalle famiglie e più in generale nella società stessa. Questo motivo di fondo del continuo rincorrersi di serietà e gioco, vita e commedia, verità e menzogna, essere e apparire, che ha occupato l’autore, sempre in ogni momento, per tutto ciò che era teatro e teatrabile, lo si ritrova sin dalle prime fasi della sua creazione drammatica. I personaggi hanno il loro carattere e posti in determinate condizioni, creano conflitti, sia esterni con altri personaggi, sia interni a loro stessi. Nascono allora le menzogne, le mezze verità, le illusioni. Ma sempre, alla fine dell’ultima scena, rimane il dubbio se la menzogna e l’illusione abbiano realmente fatto posto alla verità o se si tratta ancora, di una nuova illusione…

Arthur Schnitzler
La Signorina Else
Biblioteca Economica Newton
Prezzo: 4,00 euro


 
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