Home
Home --> Rubriche --> Cronaca ragionata --> Faccio piovere con l'energia sessuale

di Nicola Glielmi, fonte: Il Giornale

stampa

La notizia
Avete sempre pensato che il sesso serva a mandare avanti il mondo e a rendere più piacevole la vita. Siete in errore. Ha molti altri impieghi. Irrigare il deserto del Sahara. Curare l’artrite. Vincere la stanchezza. Ottenere raccolti abbondanti. Così, perlomeno, garantisce Roberto Maglione, 48 anni, un serissimo ingegnere che sono andato a trovare a Moncrivello, nelle campagne del Vercellese, e che sostiene d’essere in grado di far piovere a comando con un attrezzo chiamato cloudbuster. Significa, alla lettera, acchiappanuvole.

Il Giornale, 16 marzo 2008

Il commento
Per 40 anni, nella mia attività psichiatrica ho adottato nella pubblica istituzione ed in privato la vegetoterapia carattero-analitica di W. Reich come metodica terapeutica con risultati tanto efficaci che nessuno psicofarmaco avrebbe consentito di raggiungere. Mi viene lo sconforto nel sapere che dopo 50 anni dalla morte di Wilhelm Reich, la maggior parte degli psichiatri ancora non conosce neppure il suo nome, mentre intende reintrodurre la barbara pratica dell’elettroshock che distrugge le cellule nervose del malato. Lo sconforto diventa indignazione quando leggo l’intervista di Stefano Lorenzetto ad uno studioso di Reich, come l’ing. Roberto Maglione. Il giornalista irride alla figura dello scienziato W. Reich ed alla sua scienza che molto possono offrire per migliorare le disastrose condizioni psicologiche, sociali, economiche, ecologico-ambientali e spirituali nelle quali si trova l’intera umanità. Prima di irridere a Reich come ad un pornografo bisognerebbe leggere anche “Psicologia di massa del Fascismo” e non soltanto “La rivoluzione sessuale” che molto spesso è letta con i paraocchi muscolo-caratteriali e mentali, proporzionati secondo la quantità di sessuofobia ricevuta nella propria educazione.

Il titolo dell’articolo “Ingegnere riesce a far piovere sfruttando l’energia sessuale” rappresenta il modo più infido per denigrare uno studioso che rilascia un’intervista con onestà, conoscenza e con tutti quei dubbi propri di chi fa scienza.

Il giornalista chiede perché mai Rubbia non si è occupato dell’energia orgonica. Maglione risponde che il premio Nobel, seguendo la fisica di Einstein il quale ipotizzava che l’universo fosse vuoto, non potrebbe prendere in considerazione la teoria di Reich. Questi infatti ha ipotizzato e poi dimostrato con prove sperimentali che l’energia orgonica cosmica primordiale riempie l’intero universo e che i pianeti e le stelle galleggiano come palline su questo mare infinito di energia. Bisognerebbe, a questo punto, chiedersi che cosa è “l’energia oscura” o “la materia oscura” che riempiono l’universo e afflliggono gli astrofisici perché ancora non sanno se si tratta di materia o di energia. Basterebbe leggere “Superimposizione cosmica” di W. Reich per comprendere come stanno realmente le cose e per comprendere che il sole non diventerà un buco nero ma si ingrandirà sempre di più, risucchiando energia orgonica cosmica primordiale, fino a diventare di tanta e tale grandezza da bruciare la terra e la luna e farle evaporare in una massa di gas.

Cose serie, dunque!

Sfiderei il giornalista Stefano Lorenzetto a ritornare dall’ing. Roberto Maglione ed a restare nell’accumulatore orgonico per tre ore di seguito e non per un tempo tanto breve quanto basti per farsi fotografare. Raccomanderei, però, di scrivere una lettera prima dell’esperimento con la quale “ordini” di condurlo dopo l’esperimento presso uno psichiatra vegetoterapeuta. Perché la permanenza così lunga nell’accumulatore orgonico potrebbe produrre confusione mentale, euforia fino all’esaltazione del tono dell’umore e un delirio allucinatorio persecutorio da fargli scambiare la faccia di qualche politico in televisione per quella di un serpente, o le rigide e rattrappite mani di qualche represso sessuale, ospite di Bruno Vespa, con gli artigli di un falco che lo perseguita.

Provare per credere, secondo la scienza di Galileo Galilei.

Il giornalista de “Il giornale”, soltanto dopo un tale esperimento avrebbe titolo per parlare dell’accumulatore orgonico.

E’ risaputo che un buon bicchiere di vino giova, ma tre litri ubriacano.

Il cloudbuster? Un’arma terribile (se usata in modo improprio da criminali) che Reich avrebbe fatto meglio a non scoprire, così come Fermi e “i ragazzi di via Panisperna” avrebbero fatto meglio a non scoprire la fissione nucleare.

W. Reich non ha mai creduto d’essere il “messia”, come scrive Lorenzetto, ma forse di avere l’intelligenza di un alieno perché aveva scoperto Dio. Dubitare che per tale scoperta la propria intelligenza potrebbe essere quella di un alieno, è, a mio giudizio, il dubbio più critico e nel contempo più dubitativo ed umile a confronto dell’intelligenza di certuni che, loro si, credendo di essere Dio, si pongono sempre in cattedra spregiando chi la pensi diversamente e irridendolo con una dialettica priva di contenuti e di fatti, ma efficacissima e di sicura ilarità per i ragazzetti dodicenni del bar sottocasa.

Charles Darwin aveva scoperto l’evoluzionismo, W. Reich l’essenza di Dio.

Reich non ha mai scritto di avere scoperto Dio, ma il lettore comprende consciamente o inconsciamente che la grande scoperta reichiana è proprio quella.

E se l’energia orgonica è Dio, appare evidente che tale scoperta mina le basi di tutti i sistemi religiosi che fondano la loro esistenza sul creazionismo. Da qui l’odio verso W. Reich, anche da parte della Scienza Ufficiale che per orientarsi ha ancora bisogno di affidarsi a Zeus o a Yahweh, come fanno gli atei devoti.


 
MOTORE DI RICERCA

AREA UTENTI
Di cosa soffriamo
Orientamenti
Scegliere lo psicoterapeuta
Diritti e doveri
Indirizzi utili
 

RUBRICHE
Chiedi all'esperto
Approfondimenti
Studi e ricerche
Spazio editoriale aperto
Cronaca ragionata
Interviste
Psicologia e arte
News
Recensioni
Dall'Europa e dal mondo
 

SCIENZE UMANE

SALUTE

VARIE

REGISTRO

LINK

FORUM

MOTORI DI RICERCA

Credit | Note legali | La tua privacy | Contattaci Copyright © 2003-2017 Psicoterapia.it - Tutti i diritti riservati