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Home --> Rubriche --> Interviste --> La psicologia reagisce alla crisi: nasce la rete di impegno sociale. Intervista a Rolando Ciofi

a cura di Davide Lacangellera, argomento: Psicologia

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In un periodo come quello attuale in cui la crisi economica sta dilagando e mostra i suoi effetti quasi in ogni campo e soprattutto in quello che riguarda l’occupazione giovanile, nasce un’iniziativa in piena sintonia con le misure per fronteggiare la crisi economica. Si chiama “Rete di Impegno sociale”, che ha come obiettivo quello di avvicinare psicologia e psicoterapia alla propria utenza, renderla quindi più accessibile, valorizzarla e creare opportunità professionali ai giovani colleghi. I professionisti psicologi e psicoterapeuti che compaiono nella rete si rendono pubblicamente disponibili ad effettuare consulenze psicologiche o sedute di psicoterapia ad una tariffa concordata vantaggiosa. Per capirne di più abbiamo posto qualche domanda al Dott. Rolando Ciofi, fondatore delle Rete

Quale è l’esigenza che fa nascere l’iniziativa?
Lo stimolo che fa nascere questa idea è in primis l’attuale momento di crisi economica; siamo poi di fronte al passaggio che porterà alla liberalizzazione delle professioni, e tra le liberalizzazioni è compresa l’abolizione dei minimi tariffari per i professionisti. Il Governo Italiano infatti si è appena impegnato con l’Europa ad abolire le tariffe minime professionali con l’intento di sviluppare una concorrenza tra professionisti che non può che andare a vantaggio della società nel suo complesso.

Quale è lo scenario attuale della Psicologia e di chi ne usufruisce?
È necessario fare due considerazioni. Allo stato attuale molti colleghi psicologi, così come del resto accade per altre categorie professionali, soprattutto i più giovani si lamentano del fatto che non riescono ad entrare in un mercato, e per sopravvivere fanno spesso gli educatori, con un compenso di circa 10 euro all’ora, con contratti a progetto e nemmeno a tempo pieno, il che è drammaticamente poco. Ma è questo ciò che accade troppo spesso, pur di sopravvivere, a persone formate che hanno studiato tanto, laureate in Psicologia, specializzate in Psicoterapia, con grandi competenze. L’altra considerazione è che le fasce deboli della società civile dichiarano che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, le prestazioni psicoterapeutiche e le consulenze psicologiche sono molto utili ma sono troppo costose. Ci sono infatti fasce disagiate della società che non si possono permettere cifre elevate. La liberalizzazione delle tariffe, in questo contesto credo possa essere una vera opportunità per tutti, ma solo se si trasforma in qualcosa di concreto.

Più lavoro ai giovani psicologi e psicologia più accessibile alle fasce deboli della società, come?
Diamo uno strumento ai giovani colleghi per immettersi nel mercato, attraverso una “Rete di Impegno Sociale” dove i professionisti che vi aderiscono, si rendono disponibili ad effettuare consulenze psicologiche o sedute psicoterapeutiche a 30 euro all’ora. La rete è concepita come strumento di lancio nel mondo della professione e si è liberi di uscirne quando si vuole. Un giovane professionista che aderisce in questa rete, rende un servizio utile alla società perché tratta con quella fascia di società che ha bisogno di psicologia ma che è debole economicamente. L’idea in sostanza è quella di dare ai giovani colleghi uno strumento per farsi conoscere sul mercato, svolgere il proprio lavoro, quello per cui hanno studiato e acquisito competenze, iniziando a guadagnare qualcosa di onesto, certo non elevato. Se mi viene detto che 30 euro è poco? Rispondo che è poco relativamente, è molto più di 10 euro come spesso accade oggi quando gli psicologi svolgono attività di educatore.

Come funziona la Rete di Impegno Sociale?
Il collega che fa parte della rete si rende disponibile ad esercitare la professione a 30 euro all’ora e si rende disponibile fino a quando lo vuole. È un progetto sperimentale, ed è anche una sfida ai giovani colleghi che possono provare ad utilizzarla, oltre che una sfida nei confronti della società. Si dice sempre che la psicologia costa cara, ma è una resistenza o un dato di realtà? Se è un dato di realtà in questo modo alla società vorrei dimostrare che la psicologia può anche non costare cara. Non si tratta di svalutare la psicologia, ma con un’operazione di questo tipo si cerca proprio di rivalutarla attraverso i giovani professionisti. La rete è composta al momento solo da Psicologi e Psicoterapeuti e per l’ingresso nella rete chiediamo il certificato di iscrizione all’albo e l’eventuale annotazione della psicoterapia. Quindi tutti i professionisti facenti parte della rete sono iscritti agli ordini professionali e vale il rispetto il codice deontologico professionale.

L’utente cosa deve fare per accedere alla rete?
Per accedervi è semplicissimo, basta che l’utente acceda al sito www.relazionediaiuto.it, clicchi sulla propria regione, e trovi i professionisti che vi aderiscono, contatta il professionista dicendo che proviene dalla rete di impegno sociale e a quel punto il professionista è impegnato ad applicare la tariffa di 30 euro all’ora, se non la pratica il cittadino si può rivolgere all’amministrazione e provvediamo a cancellare il professionista dalla rete. Il professionista che aderisce alla rete è comunque libero di esercitare a tariffe diverse se la richiesta di prestazione è al di fuori della rete. È una rete nazionale, lanciata in questi giorni e vede già adesioni da professionisti di Roma, Torino, Milano e città toscane. Ho molta fiducia nei giovani colleghi perché credo che affidarsi ad un giovane collega, voglia dire affidarsi a qualcuno che è portato a dare il meglio di sé, in quanto in procinto di entrare nel mercato, lontano da situazioni di burn out, senza routine, anzi con molta voglia di dare il meglio.

Riassumiamo i vantaggi della “Rete di Impegno Sociale”
Il primo vantaggio è per la società perché si avvicinano le prestazioni psicologiche alle fasce deboli della società. Il secondo vantaggio è per i giovani colleghi che usufruiscono di uno strumento per entrare nel mercato del lavoro o per affrontare una situazione di crisi. Il terzo vantaggio è di tipo politico, è un piccolo contributo teso a dimostrare che liberalizzare le professioni può portare a vantaggi sociali.


 
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