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di Maria Rosaria Giuliano, argomento: Comunicazione

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La comunicazione ha un ruolo di primo piano nella vita di ogni individuo nel creare scambi intersoggettivi con gli altri. Infatti attraverso una comunicazione che tenga conto dei sentimenti, pensieri, intenzioni altrui è possibile instaurare relazioni significative. Il confronto con gli altri è una necessità che porta la persona a costruire il suo sistema di relazioni. In un continuo processo di confronto sociale l’individuo apprende a valutarsi e ad attivare le risorse necessarie per una migliore interazione comunicativa.

In questo articolo voglio mettere in evidenza l’importanza della comunicazione nella vita di coppia come processo di condivisione e confronto nello sviluppare modalità relazionali che possano creare rapporti più intimi e significativi. Comunicare nel modo appropriato le proprie emozioni, trovare un giusto equilibrio tra identità e appartenenza nella relazione di coppia dà la possibilità di migliorare l’immagine di sé e accrescere la consapevolezza di sé. Per stimolare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità risulta utile utilizzare una tecnica psicologica definita PNL sperimentata da Richard Bandler e John Grinder negli anni Settanta, che attraverso il linguaggio, influisce sui processi neurologici in modo da cambiare gli schemi del comportamento. È uno strumento pratico che serve alla ricostruzione positiva di sé.

La programmazione neurolinguistica (PNL) è lo studio delle componenti della percezione e del comportamento che rendono possibile la nostra esperienza. Questo strumento consente di codificare, trasferire, guidare e modificare il comportamento. Nell’ottica della PNL, gli elementi fondamentali a cominciare dai quali si formano gli schemi del comportamento sono i sistemi percettivi con cui gli esseri umani operano sul loro ambiente: vista, udito, cenestesi e olfatto/gusto. Le cinque categorie dell’ esperienza sensoriale sono considerate la base delle strategie con le quali guidiamo il comportamento. Attraverso i canali sensoriali si ricevono le informazioni necessarie per rappresentare le proprie esperienze e organizzare il proprio mondo. Questo approccio si può utilizzare in ogni interazione umana dando rilevanza ai sistemi percettivi con cui gli esseri umani operano sul loro ambiente. Ogni nostro comportamento viene controllato da strategie che operano internamente.

È importante saper modificare le strategie esistenti e quando non risultano efficaci crearne nuove. Molti conflitti che possono nascere nelle interazioni di coppia, possono essere gestiti e superati facendo leva sulle risorse individuali e di coppia in modo tale da raggiungere i risultati migliori ai fini di una comunicazione efficace. Va sottolineato il fatto che la buona riuscita delle nostre interazioni dipende dalla capacità di saper instaurare e mantenere un efficace rapporto con le persone con cui comunichiamo. Pertanto bisogna dare la massima attenzione ai segnali non verbali di ogni individuo. Infatti va sottolineato che la parte verbale della nostra comunicazione non è che un aspetto dell’intero processo comunicativo. Nella relazione di coppia, consapevoli della diversità dell’altro, è possibile rivelare parti di sé, svelare le proprie debolezze o paure senza il timore di essere giudicati nell’apertura a una comprensione più profonda. Partendo da questo presupposto, risulta fondamentale migliorare la propria capacità comunicativa per costruire insieme una consapevolezza necessaria per il successo della coppia. Si può imparare, attraverso un confronto costruttivo, a percepire con più chiarezza ciò che sente l’altro/a e gli effetti di certi comportamenti che provocano determinate reazioni. Prendendo in considerazione l’importanza di essere disponibile ad una relazione di scambio nel processo comunicativo, non possiamo ignorare il fatto che nel costruire rapporti significativi con gli altri,occorre saper creare un reale contatto di reciprocità. Grazie all’empatia che è un elemento essenziale dell’intelligenza emotiva come ci ha indicato( Goleman, 1995) la persona può creare relazioni soddisfacenti.

L’empatia è la capacità umana di leggere nella mente altrui e di entrare in contatto con gli altri comprendendo in modo immediato i loro pensieri e reagendo nella maniera più adeguata alle loro azioni. Nella sfera affettiva la partecipazione empatica è un aspetto molto importante per creare una sintonia emozionale. Ogni individuo è immerso in un mondo di emozioni a cui dare un significato che dia senso alla vita. In un rapporto di coppia saper comunicare con il proprio partner è un’occasione preziosa di conoscenza di sé e dell’altro. La comunicazione che funziona nella vita di coppia consente di sviluppare un sistema di significati condivisi dove gli interessi individuali possono essere integrati dando la possibilità di una maggiore conoscenza e intimità. Un processo che conduce direttamente all’intimità è l’interesse per l’altra persona che dà inizio ad una relazione. Infatti quando siamo interessati all’altro si affaccia in noi il desiderio di conoscerlo e poniamo attenzione a ciò che ci vuole comunicare attraverso le parole, il tono di voce, lo sguardo, le posizioni del corpo, i gesti.

A volte, può succedere che ciò che diciamo con le parole non coincida con quello che esprimiamo con il linguaggio non verbale che ci dà molte indicazioni su quello che pensiamo e sentiamo. I segnali non verbali inviati spesso in maniera non consapevole possono generare molte reazioni sia in chi trasmette il messaggio sia in chi li riceve. Bisogna dare rilievo alla capacità di saper esprimere le proprie emozioni per entrare in contatto con l’altra persona e sapere come agire. Spesso le insidie che minano la stabilità di una coppia non vengono alla luce per una scarsa comunicazione. Un atteggiamento disponibile e aperto verso il partner consente di esprimere in modo autentico i propri pensieri, senza paura di mostrare anche gli aspetti meno piacevoli di sé. L’interesse per l’altro è indubbiamente sollecitato dal saper discriminare e riconoscere gli affetti del proprio partner come diversi dai propri e saperli accogliere per farli diventare propri. Va data attenzione a tutti quei comportamenti della coppia che implicano appartenenza come ad esempio le parole specifiche che ogni coppia utilizza per esprimere affetto. La capacità di comprensione tra due partner dipende in buona parte dal saper scegliere le parole più adatte che corrispondono ai nostri stati interiori evitando frasi e parole sconvenienti che possono ferire.

Occorre ascoltare ciò che si sente per scoprire anche i lati più nascosti di una persona riconoscendo i propri e altrui sentimenti. Ad esempio dal linguaggio del corpo possiamo captare quello che percepiamo del nostro interlocutore. Vi sono poi gesti che rivelano interesse, rifiuto, difesa, tensione, desiderio ecc. Nell’esprimere le proprie emozioni può capitare che se ad esempio una coppia è arroccata sulle proprie difese, non riuscirà mai veramente a mettere a nudo il desiderio di vicinanza. In tal modo la comunicazione risulterà meno efficace e autentica. Bisogna sottolineare che gli individui nel comunicare ricostruiscono costantemente il concetto di sé proponendolo agli altri per ottenere approvazione e riconoscimento. Come viene affermato da Buber (1958) i rapporti profondi tra due persone che scelgono di stare insieme sono basati sul riconoscimento dell’altro come soggetto attivo della relazione. Quando la relazione di coppia è oggettivante vi è una tendenza a omologare l’altro. Ne consegue che una relazione oggettivante si esprime “sulle righe del potere, della subordinazione, del possesso. In questo modo viene annullato sia il significato che il piacere della relazione. La relazione si può definire intersoggettiva quando due partner sono consapevoli di essere soggetti autonomi con una propria identità.

Se prendiamo in esame il potere nelle relazioni interpersonali, riguardo al genere, sono evidenti le differenze dei due sessi nell’esercizio dl potere. Secondo Miller (1976), esiste una ampia ineguaglianza di potere tra i sessi che si manifesta nell’utilizzazione delle strategie adottate. Gli uomini preferirebbero la discussione e il confronto aperto, mentre le donne adotterebbero modalità più manipolative. Alcuni autori evidenziano differenze di genere nel modo in cui il potere viene esercitato(Jenkins,1994; Winter, 1988): gli uomini adotterebbero modalità di esercizio del potere, basate prevalentemente su azioni come l’aggressione – fisica e verbale- il gioco duro, la ricerca esplicita di attenzione. Le donne, invece avrebbero la tendenza a preferire modalità fondate sull’aiuto, sul sostegno, sul desiderio di contatto fisico. È interessante vedere come lo stereotipo si possa radicare nella struttura della comunicazione interpersonale e come possa condizionare i fondamentali processi di formazione dell’identità personale e sociale. È importante notare che i fattori ambientali e culturali influenzano molto la modalità utilizzata da una coppia nel relazionarsi l’uno con l’altro/a.

A volte si proiettano sull’altro aspetti conflittuali, frustrazioni, nodi familiari irrisolti che generano incomprensioni. Sorgono difficoltà relazionali quando le parole e gli atteggiamenti del partner non vengono più visti per quello che sono, ma filtrati e deformati attraverso le esperienze personali che hanno origine nell’infanzia. In tal modo gli si attribuiscono pensieri e intenzioni che non gli appartengono. Infatti può succedere che un partner non abbia raggiunto quella maturazione psicologica necessaria alla creazione di un rapporto stabile. La dipendenza dalla famiglia viene alimentata attraverso forme di interazione come, per esempio, una forte differenziazione di genere. All’uomo è concesso di esprimere atteggiamenti e comportamenti che sono preclusi alle donne e viceversa.

Come ha messo in evidenza Bruno M. Mazzara (1997), riguardo agli stereotipi di genere, vi sono caratteristiche appropriate per sostenere il ruolo sociale che ai due sessi viene riservato: il maschio dominante e orientato all’esterno, la femmina dominata e ripiegata su se stessa e sulla casa. Questo tipo di immagine, risulta spesso condivisa non solo dagli uomini, ma anche da gran parte delle donne, secondo un meccanismo molto tipico degli stereotipi. Se diamo attenzione agli effetti che hanno certi comportamenti, le reazioni a questi comportamenti, possiamo capire che la comunicazione gioca un ruolo importante nell’influenzare il comportamento, in una vita di coppia, nella famiglia, nella vita sociale.

Paul Watzlawick, Beavin, Jackson,1967), si sono interessati agli effetti pragmatici (comportamentali) sulla comunicazione umana. Essi distinguono nella comunicazione umana due dimensioni: da una parte il contenuto, ciò che le parole dicono, dall’altra la relazione, cioè quello che i soggetti lasciano intendere (in modo verbale e non verbale). Questi autori sottolineano che il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra persona come confermato da nuove ricerche sulla comunicazione umana. La lettura dei processi della comunicazione secondo l’approccio della “Pragmatica della comunicazione” consente di riconoscere le regole del gioco dei soggetti che interagiscono tra di loro. Il centro dell’interesse si sposta dalla monade isolata alla relazione tra le parti di un sistema più vasto. Uno dei temi centrali della comunicazione è il rapporto che esiste fra l’individuo con le sue caratteristiche e l’ambiente socioculturale del quale l’individuo fa parte. Quando si fissa l’attenzione sulle modalità di comunicazione non si può non considerare la natura interdipendente di una relazione, l’influenza che un certo tipo di comportamento ha su noi stessi e sugli altri.

Se prendiamo in considerazione l’interazione tra due partner, possiamo dire che esiste un’interazione simmetrica caratterizzata dall’uguaglianza e una complementare basata sulla differenza. Nella relazione simmetrica il comportamento di un partner rispecchia quello dell’altro. Invece nella relazione complementare si hanno due diverse posizioni. Un partner assume una posizione superiore o one-up, mentre l’altro tiene la posizione inferiore , o one down. Importante per l’evoluzione di una coppia valorizzare le differenze, esprimendo se stessi in modo da instaurare una comunicazione più autentica. Una strada può essere quella di ascoltare l’altro per stabilire una connessione. Un vero scambio comunicativo implica saper comprendere le intenzioni di ciò che una persona ci vuole comunicare al di là del contenuto del messaggio. Infatti è fondamentale riuscire a interpretare i messaggi ricevuti spesso ambigui, a dar loro un significato. Ascoltare ciò che l’altro intende dire non è un processo che si riferisce solo ai contenuti, ma anche ai sentimenti e ai significati. Un vero scambio comunicativo tra i soggetti presuppone un tipo di ascolto che deve fondarsi sulla condivisione delle emozioni e delle idee. Una buona comunicazione richiede un percorso di varie tappe che ha inizio dall’ascolto con la consapevolezza dei propri limiti. Ascoltare per scoprire perché spesso non si è capaci di prestare attenzione. I blocchi interiori spesso impediscono di entrare in sintonia: paura del rifiuto, di non essere all’altezza, ecc.

Quando però i comportamenti emotivamente sbagliati sono controllati, si possono attivare le risorse necessarie a migliorare il modo di porsi agli altri. Così è possibile esporre anche quelle parti di sé associate a sensazioni di confusione, inadeguatezza e paura senza che sia compromessa la fiducia di sé e delle proprie capacità. Una capacità necessaria per una buona comunicazione è quindi stabilire un contatto con i propri sentimenti, evitando di essere dominati da essi in modo da governare il proprio comportamento. Ogni interazione significativa permette di sperimentare la capacità di raggiungere l’altro nella piena consapevolezza. Una componente essenziale dell’esperienza di sentirsi uniti e accolti sta dall’esprimere in modo chiaro all’altro quali sono i propri desideri profondi in modo da poter realizzare una maggiore intesa. L’obiettivo da fissare è quello di utilizzare in modo più appropriato la comunicazione per rappresentare e comunicare la nostra esperienza. La comunicazione è quindi uno strumento essenziale per migliorare i rapporti interpersonali e raggiungere una maggiore sintonia di coppia. Comunicare ci aiuta a crescere e ad affrontare attraverso un confronto costruttivo le difficoltà che si possono presentare durante l’esistenza di ogni persona. Da un punto di vista terapeutico, possiamo dire che nell’aiutare una coppia, una famiglia a cambiare utilizzando una tecnica quale quella della PNL si ha l’opportunità di riuscire ad indurre un cambiamento influenzando i processi di rappresentazione e di organizzazione del modello del mondo di una persona in modo da rendere più soddisfacente e ricca la vita di soggetti che interagiscono fra di loro nella vita di coppia e nel contesto più ampio della società.

Bibliografia

Bandler, R. e Grinder,J; La struttura della magia, Astrolabio, Roma,1980.

Buber M. (1958), Il principio dialogico, Milano, Comunità.

Dilts,R. , Grinder, J; Bandler,R; Bandler C.L; De Lozier, Judith; Programmazione neurolinguistica, Astrolabio, Roma, 1982.

Giusti, E. (2010), Passione e Saggezza, Sovera, Roma.

Goleman D. (1995), Emotional Intelligence, Bautam Books, New York, trad,it. Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1999.

Jenkins S. (1994), “Need for Power and Women’ s Careers over 14 Years; Structural Power, Job Satisfaction, and Motive in Men and Women”, Journal of Personality and Social Psychology, 66, pp 155-165.

Mazzara, M. (1997), Stereotipi e pregiudizi, Bologna, il Mulino.

Watzlawick P., Beavin J. H., Jackson D. D. (1967), Pragmatic of Human Communication, trad. It. Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma, 1971.

Winter D. G (1988), “The Power Motive in Men and Women”, Journal of Personalitry and Social Psychology, 54, pp 510-519.


 
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